L’esigenza di concretizzare e affinare i metodi decisionali, tanto quelli individuali che quelli collettivi, ha radici lontane nel passato. In questo articolo ci focalizzeremo sui metodi decisionali di gruppo.
In particolar modo, nell’Antica Grecia, la nascita dei primi sistemi politici democratici ha trasformato il ruolo della partecipazione collettiva in qualcosa di attivo.
Le decisioni, dunque, diventano un’attività collettiva, ispirata dal senso di giustizia e di egualitarismo.
3000 anni fa, in una Grecia moderna e dalle larghe vedute, che educava e formava i cittadini al ragionamento, nascono alcuni dei metodi decisionali che vengono utilizzati ancora oggi. A quelli se ne aggiungono altri. Con il progresso della società umana e del progresso tecnico-scientifico, i metodi decisionali sono diventati strumenti non solo della politica, ma anche della gestione aziendale, della tecnica e dell’ attività di ricerca: si pensi ad esempio, ai celebri brainstorming degli ingegneri e dei tecnici NASA per condurre l’uomo sulla Luna!
Vediamo insieme quali sono i principali metodi decisionali utilizzati nei processi di decision making.
I principali metodi decisionali di gruppo
Voting o metodo della maggioranza
Il primo e più semplice metodo decisionale di gruppo, si basa sul principio della votazione.
Il metodo della maggioranza, o voting appunto, prevede che i decisori esprimano un voto relativo ad una soluzione probabile al problema preso in esame.
Senza dubbio, questo metodo è uno dei più facili da attuare. Utile nelle decisioni di gruppo, nei processi decisionali che avvengono tra persone, colleghi e membri di un team, con il metodo del voto ognuno può esprimere la propria opinione e la decisione finale o la soluzione al problema si raggiunge attraverso la maggioranza dei consensi, ovvero quando più del 50% dei decisori esprime un parere per una delle opzioni possibili. Alle volte la maggioranza, per accettare una votazione, ha delle percentuali diversi, come con il principio dei ⅔ terzi: la decisione viene accettata se almeno i ⅔ della maggioranza è concorde.
Con questo metodo decisionale si giunge ad una decisione che, tuttavia, non tiene conto del parere o dell’opinione del singolo. Questo è il sistema utilizzato oggi per le elezioni politiche, ad esempio.
Metodo del consenso
Il metodo decisionale del consenso si basa su un processo che permette ai partecipanti di arrivare ad una soluzione attraverso il parere della maggioranza, considerando, tuttavia, anche i pareri a sfavore i dissensi.
Questo metodo è estremamente democratico, mira all’uguaglianza, alla collaborazione e anche sull’analisi dettagliata dei dati utili per raggiungere una soluzione comune. Il metodo del consenso ha origini antiche, era molto utilizzato dalle popolazioni native americane che gestivano le proprie decisioni attraverso riunioni attorno al fuoco passando un bastone che consentiva ad ogni partecipante di esprimere il proprio parere. Il metodo è stato assorbito dalle popolazioni Quacchere che l’hanno utilizzato e ulteriormente raffinato: Esistente una grande letteratura del popolo quacchero sull’uso del metodo del consenso. E’ divenuto poi celembre durante gli anni delle contestazioni giovanali degli anni 70,’ fino ad arrivare ai giorni nostri come metodologia utilizzata per la gestione di processi partecipativi pubblici, brainstorming, riunioni di strategia e molto altro!
Il metodo, nel dettaglio, si articola in fasi. Si parte da una fase di discussione, durante la quale viene analizzato il problema, vengono avanzate delle soluzioni probabili.
Si procede con la votazione per il consenso.
Tutti i decisori che, invece, esprimono un voto a sfavore vengono invitati a motivare la loro posizione. Si apre una fase di dibattito, che può innescare non solo un confronto tra i partecipanti, ma anche la nascita di nuove possibili soluzioni al problema.
I cicli possono ripetersi fino a quando non si giunge ad una soluzione presa in maniera unanime.
La forza del metodo del consenso sta, appunto, nel considerare fortemente i pareri in disaccordo, e questo lo rende uno dei metodi più egualitari e inclusivi.
Il metodo del consenso è un sistema decisionale inclusivo, egualitario e cooperativo.
Metodo Delphi
Erano gli anni 40 quando il metodo Delphi veniva collaudato per la prima volta dalla Rand Corporation. Questo metodo nasce nel periodo della guerra fredda per prevedere, analizzare e contrastare sia la frequenza che la probabilità degli attacchi nemici.
Il metodo Delphi è un processo decisionale che si basa su una struttura iterativa che si suddivide in diverse fasi. Lo scopo è quello di arrivare ad una decisione comune coinvolgendo un gruppo misto di esperti sul tema in questione.
Una delle strutture più comuni del metodo Delphi è articolata in 3 fasi:
Fase di esplorazione: Viene esposto il problema al gruppo di decisori esperti e ognuno di loro fornisce il proprio parere in questione, in maniera anonima. Ogni esperto esprime un giudizio, risposte e delle probabili soluzioni al problema.
Fase di analisi: Tutte le risposte fornite dagli esperti vengono raggruppate, sintetizzate e riunite in un unico documento;
Fase di valutazione: I partecipanti analizzano le risposte anonime degli altri esperti. A questo punto si presenta l’occasione di rivedere la propria posizione rispetto ai pareri degli altri, fornire nuove risposte e partecipare ad un nuovo ciclo di giudizio, partendo dalla fase di esplorazione.
È un metodo molto efficace per analizzare il problema da diversi punti di vista, dando delle motivazioni solide al proprio voto. Si tratta di un metodo che prevede confronto, collaborazione, lavoro di gruppo, sebbene il parere espresso sia tutelato dall’anonimato.
Si va avanti con i cicli di votazione fino a quando non si raggiunge un parere unanime sulla soluzione da adottare.
Metodo MCDA
MCDA e MCDM indicano, rispettivamente, il processo analitico delle decisioni a criteri multipli e il processo decisionale a più criteri.
Con questi termini ci riferiamo alla fase di ricerca e analisi necessaria a valutare quali siano i criteri conflittuali all’interno di un processo decisionale.
Si tratta di un metodo utile a supportare decisioni relative a situazioni molto complesse, quando sono numerosi e strutturati i fattori da prendere in considerazione.
Lo scopo di questo metodo è quello di fornire al decisore/utente supporto e pianificazione, orientando il decisore verso la scelta ottimale.
Tuttavia, non esiste una sola soluzione ad un problema MCDA. Convogliano in questo processo le preferenze del decisore, le soluzioni non nominate e fattori esterni. Per questo motivo esistono a supporto del processo decisionale MCDA diversi strumenti attinti dal campo dell’ingegneria, dell’informatica e delle scienze economiche. L’MCDA consente in sintesi di stabilire un “ranking” o punteggio sulla base di preferenze, costruito in modo analitico, secondo più obiettivi, anche tra loro discordanti (metodo Multiobiettivo) e su un solo Obiettivo (Multicriterio “puro”) valutando le proposte oggetto della decisioni sulla base di criteri di tipo qualitativo o quantitativo. Per stabilire un punteggio su criteri quantitativi è sufficiente indicare se si desidera un valore da massimizzare o minimizzare mentre per i qualitativi sarà necessaria la valutazione di un team di esperti.
MDCA in breve
Il metodo decisionale MCDA si basa su:
- Scenario di tutte le soluzioni alternative possibili, anche quelle non considerate in partenza;
- Criteri secondo i quali vengono valutate le soluzioni possibili;
- Scala del valore, per misurare e valutare le alternative possibili;
- Utenti decisori, che manifestano la loro preferenza nel processo decisionale.
5 finger voting
Detto anche metodo delle 5 dita, il 5 finger voting è un metodo decisionale di gruppo che consiste nel raggiungere una decisione o una soluzione ad un problema in maniera unanime, utilizzando un sistema di votazione. Rientra nei metodi del consenso e come diversi metodi del consenso si sviluppa in fasi, ma viene gestito con un particolare metodo di voto delle preferenze.
La fase primaria consiste nell’avanzare il caso in analisi e illustrarlo ai decisori, ovvero i partecipanti attivi al processo decisionale.
Un facilitatore eletto invita i partecipanti a esprimere un voto attraverso le dita.
Il punteggio corrisponde a quanto segue:
- 5 dita: il partecipante esprime pieno consenso nei confronti della soluzione esposta,
- 4 dita: significa che il decisore votante è d’accordo;
- 3 dita: corrispondono ad un parziale consenso e vogliono dire che il decisore è aperto ad una discussione;
- 2 dita: ovvero che il decisore è disaccordo in parte;
- 1 dito: il partecipante non è assolutamente d’accordo con la soluzione.
Se dalle prime votazioni i giudizi oscillano tra le 3 e le 5 dita a favore, allora si va avanti nel processo decisionale.
Se invece sono presenti punteggi bassi, tra 1 dito o due, allora si discute nuovamente e si effettua una seconda votazione, fino ad arrivare all’unanimità dei voti.
In sostanza questo metodo decisionale porta i decisori a raggiungere una soluzione che sia conforme alle idee espresse dalla maggior parte di loro. Ognuno di loro ha diritto di esprimere la propria opinione, rivedere il proprio giudizio.
Conclusioni
Abbiamo visto quelli che, tra i metodi decisionali, sono più utilizzati nei processi di decision making.
Tuttavia, ce ne sono tanti altri che meritano di essere attenzionati. Tra i vari metodi decisionali, ancora oggi resta valido il metodo di Protagora, conosciuto meglio come Logica di Protagora. Si tratta di un metodo che si basa sul dialogo e sul portare avanti due tesi opposte, entrambe considerate come vere. Il sistema consiste nel portare avanti le tesi, fino a quando si evince che una delle due tesi è inoppugnabile e inconfutabile, e quindi valida come soluzione al problema.
L’evoluzione tecnologica, ci ha portato oggi a creare dei meravigliosi ibridi tra la potenza e la precisione dell’intelligenza artificiale e il giudizio inoppugnabile dell’uomo, forza motore del confronto e del dialogo.
Ogni metodo ha le sue peculiarità e si adatta bene a determinate situazioni. In particolare possiamo individuare due elementi in comune: lavorare su più opzioni di scelta e sviluppare la soluzione ad una decisioni su più sessioni di valutazioni.
Qualsiasi metodo reputi valido per la tua situazione, non fermarti subito alla prima scelta: stabilisci una scadenza chiara e prendi il tempo necessario per cercare di lavorare alla definizione di più di una possibile soluzione in modo creativo
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