Il processo decisionale trova campo d’azione in ogni scienza. Medicina, economia, finanza, marketing. Abbiamo affrontato e analizzato diversi ambiti in cui l’essenza di un processo decisionale si declina e si articola in diverse direzioni.
Ogni area professionale ed individuale che affrontiamo ogni giorno è sottoposta ad un processo decisionale di un certo tipo.
C’è un campo, tuttavia, in cui si crea un processo mutuale tra decision making e atteggiamento e quest’area è la psicologia. Si tratta di una scienza che ha un ruolo determinante nelle prese di decisioni, perché i meccanismi cerebrali e neuronali influenzano enormemente le nostre scelte.
Abbiamo approfondito l’argomento e fatto alcune riflessioni a riguardo.

Decision making e psicologia
La decisione è la manifestazione di un punto di vista sulla complessità dell’esistenza.
Da un lato, le influenze ambientali contaminano le informazioni qualitative di cui dispongono gli individui e, dall’altro, la creatività, i conflitti interni, le aspettative e la sfera emozionale-irrazionale influiscono sulle strategie decisionali in una cornice di incertezza, di dubbio.
Il decision-making è, dunque, intimamente legato ad ambiti applicativi eterogenei e trasversali: dall’imprenditoria classica al settore sanitario, passando per le questioni di ordine economico-politico, nonché legale e organizzativo.
In uno scenario dinamico e in costante mutamento, così fluido quanto imprevedibile, la psicologia e i processi decisionali creano una combinazione sapientemente bilanciata di analisi comportamentale, indagine sulla mente umana e teorie scientifiche che si compenetrano vicendevolmente.
Quali? Noi di Butterfly Decisions le abbiamo riassunte qui di seguito, nella speranza che possano informare, educare o, più semplicemente, incuriosire i nostri lettori.
Decision-making e scorciatoie cognitive: il ruolo delle euristiche
Quello delle euristiche e dei bias non è un argomento nuovo , ma l’abbiamo affrontato in passato per spiegare la potenza delle distorsioni mentali sui processi decisionali.
Qui puoi dare uno sguardo al significato di bias ed euristiche ed alcuni esempi.
Nella psicologia moderna, le euristiche rivestono un ruolo ambivalente e, a tratti, enigmatico: le scorciatoie di pensiero – sebbene siano capaci di offrire, talvolta, soluzioni adeguate ai piccoli-grandi problemi della quotidianità – si dimostrano spesso errate.
Tuttavia, il cervello umano è naturalmente sospinto sulla strada della semplificazione pragmatica dei problemi.
Il motivo è da rintracciare tanto nel principio di «economia delle risorse energetiche» di cui ci serviamo nella vita quotidiana per limitare il dispendio mentale, quanto nell’impiego di convenzioni sociali e culturali che garantiscono agli individui la familiarità necessaria per prendere una decisione.
Tra le euristiche più rilevanti in termini di decision-making, noi di Butterfly Decisions vogliamo ricondurre la tua attenzione su quella della rappresentatività (D. KAHNEMAN nella traduzione di Laura Serra, “Pensieri lenti e veloci” ,2012) , teorizzata dai due ricercatori israeliani Kahneman e Tversky.
In tal senso, delle opzioni di scelta vengono giudicate più simili di quanto realmente siano, sulla base delle peculiarità sociali attribuite alla popolazione, al Paese e all’orizzonte valoriale di origine, o anche alla percezione confusa che abbiamo di quel determinato argomento.
Un aspetto, questo, che crea una valida connessione tra psicologia sociale e decision-making. Inoltre, il fatto di essere esposti ad una distorsione mentale così diffusa nel campo delle decisioni, spiega il motivo per cui è importante tentare di oltrepassare il bias, affidandosi ad un’attenta analisi, quando le decisioni da prendere sono delicate e di importanza spiccata.
I bias cognitivi tra decision-making, marketing e psicologia
Il bias cognitivo viene comunemente definito “uno schema prevedibile di deviazione dal ragionamento logico”. Nel dettaglio, le fallacie di pensiero generano errori ripetuti e classificabili che vengono studiati con enorme interesse dagli psicologi contemporanei – sebbene il percorso normativo sia ancora lungo.
Un esempio? Le trappole della mente, inscindibilmente legate ai processi decisionali soggettivi, sono diventate oggetto di scienza del Neuromarketing. Quest’ultimo persegue l’obiettivo di influenzare e manipolare il comportamento di un’audience in lizza per l’acquisto di un prodotto e/o di un servizio mediante bias cognitivi calcolati – cioè usati in modo pertinente per manipolare la percezione del compratore potenziale.
In aggiunta, l’intera struttura organizzativa di Butterfly Decisions utilizza e sceglie di servirsi delle informazioni desunte dalla psicologia contemporanea per intraprendere una strada alternativa, una «via lunga» che intende tracciare, qualificare e velocizzare i processi decisionali di aziende e professionisti.
Per riuscire nell’intento, progettiamo sistemi di collaborative decision-making che si basano sulla complementarità della creatività umana e dei nostri avveniristici algoritmi di analisi. L’obiettivo è quello di valorizzare la qualità decisionale dei nostri interlocutori commerciali, senza sacrificare i talenti e le risorse di ogni singolo membro del tuo team.
Non esiste campo che non sia influenzato dalla psicologia e l’autenticità umana va protetta, con i suoi errori e con le sue intuizioni. Il processo decisionale automatizzato incarna l’autenticità delle persone, senza, però, incastrarsi nei meccanismi fallaci della mente a cui siamo, inevitabilmente, tutti esposti.
Vuoi saperne di più? Richiedi informazioni al team Butterfly per ottimizzare la tua esperienza legata ai processi decisionali, personale e aziendale, in un’ottica rigorosamente data-driven e decision-centric.