Coco Chanel: una storia di processi decisionali di successo

Introduzione

Le storie di processi decisionali di successo sono un vero e proprio faro, una fonte di ispirazione che guida e alimenta una certa riflessione su temi complessi. Le dinamiche cambiano, certo, ma le decisioni prese e che si rivelano vincenti sono sempre basate su pilastri solidi e compatti. Abbiamo visto la storia di Henry Ford, un imprenditore visionario. Questa volta andremo ad approfondire la storia di una delle più grandi e celebri imprenditrici della storia.

Decision Making: una storia di successo aziendale nel mondo della moda

La quotidianità è un susseguirsi di decisioni incalzanti. Automatica, impegnativa e intrattenente, ogni singola scelta è il risultato di processi cognitivi che coinvolgono non soltanto la componente logica e analitica, ma anche quella emozionale e somatica – «ho deciso di pancia, seguendo l’istinto», diciamo spesso.

In questo articolo, noi di Butterfly Decisions vogliamo portare alla tua attenzione un caso-studio imprenditoriale tutto al femminile in cui la componente razionale e irrazionale del Decision Making trova la sua massima espressione: l’avventura aziendale di Coco Chanel.

Coco Chanel, l’imprenditrice tra due guerre

La visione imprenditoriale della maison raggiunge l’apice nel 1914. Gabrielle Coco Chanel trascorre le sue giornate a Deauville in compagnia del finanziatore (e amante) Arthur Capel. Il confinamento bellico getta la giovane stilista nello sconforto. Da un lato, l’isolamento le impedisce di trasferirsi a Parigi per l’apertura della sua prima sede e, dall’altro, la «villeggiatura forzata» non le consente di raggiungere gli obiettivi finanziari prefissati.

Preoccupata per il futuro della sua casa di moda, la brillante imprenditrice decide coraggiosamente di sovvertire i suoi piani. Incurante delle critiche ricevute da Capel in persona, sposta la produzione nell’alta Normandia e si tiene lontana dalla Parigi messa a ferro e fuoco che tanto agognava.

L’intuizione della stilista si rivela vincente.

Le famiglie aristocratiche in fuga dalla capitale francese migrano sulle coste del nord. Centinaia e centinaia di ricche signore parigine, annoiate dall’isolamento e smaniose di spendere il proprio patrimonio, trovano nella boutique Chanel l’intrattenimento «a portata di mano» di cui hanno bisogno per ricreare una nuova normalità.   

L’identikit del Decision Making firmato Gabrielle Coco Chanel

Mentre gli esclusivi negozi parigini affrontano la tempesta finanziaria e chiudono i battenti, la stilista di provincia decide di produrre la prima linea di abbigliamento. Non più cappellini confezionati ad hoc per le sue clienti, ma anche collezioni prêt-à-porter che rispecchiano l’universo fashion e politico della sua contemporaneità. Sotto lo sguardo incredulo del suo compagno di vita e finanziatore, Coco intasca in pochi mesi il corrispettivo di oltre 700mila euro (in franchi).

La lucida analisi imprenditoriale di Chanel si rivela efficace per due ragioni: A) la provincia francese permette alla stilista di promuovere la maison in un ambiente protetto, privo di competitors. Inoltre, B) il coraggio di rivoluzionare i propri piani è il punto di partenza da cui contemplare nuove, entusiasmanti opportunità di crescita. Il Decision Making di Coco ha dell’incredibile e rispecchia la verve artistica della stella nascente della moda francese.

La domanda sorge, dunque, spontanea: qual è la morale della favola?

Il Decision Making è (anche) sinonimo di spirito critico

L’esperienza di Mademoiselle Coco getta luce su una componente imprescindibile nel processo decisionale in ambiente professionale: la pratica. Le scelte “giuste” sono il risultato di sperimentazioni, insuccessi, fallimenti ed errori grossolani che implicano tre fasi di analisi: il tracciamento, la qualifica e la semplificazione dei processi di scelta. 

Per questo motivo, noi di Butterfly Decisions abbiamo adottato un approccio scientifico e algoritmico al fine di velocizzare il Decision Making della tua organizzazione. E quindi per riuscire nell’intento, non è possibile prescindere né dalla componente razionale né da quella emotiva e/o intuitiva – la stessa che ha permesso alla stilista francese di rivoluzionare il mondo della moda.

Vogliamo dirlo con le parole di Mademoiselle Coco: “l’atto più coraggioso è pensare da soli. A voce alta”.

Enzo Troncone

Enzo Troncone

CEO di Butterfly Decisions

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