Il paradosso della scelta e la paralisi decisionale

Introduzione

Nel suo “Il paradosso della scelta”, lo psicologo di origini statunitensi Barry Schwartz imputa all’abbondanza di alternative il fenomeno della sofferenza psichica e della paralisi decisionale. 

Il bombardamento mentale a cui siamo esposti nella vita quotidiana – dalle marche di cereali acquistabili al supermercato ai modelli di TV disponibili nei negozi specializzati – influisce negativamente sulla percezione individuale, sul livello di felicità e sulla qualità delle azioni intraprese giornalmente.

In questo articolo, noi di Butterfly Decisions vogliamo approfondire il paradosso della scelta nei campi aziendali (e non solo. Soprattutto vogliamo fornire soluzioni concrete applicabili alla complessità del decision-making professionale.

L’esperimento della marmellata e il costo delle scelte

Nel dettaglio, il paradosso della scelta emerge dall’esperimento della marmellata condotto dai ricercatori Mark Lepper e Sheena Iyengar. 

In uno scenario decisionale A/B, gli ignari clienti di due supermercati locali si sono interfacciati a condizioni di acquisto apparentemente simili: il negozio numero 1 offre una selezione di 6 marchi di confetture, il numero 2 un ampio scaffale con ben 24 tipologie di marmellata differenti.

Nonostante gli individui attratti da quest’ultima proposta siano stati il 40% in più rispetto a quelli del supermercato “rivale”, le percentuali di acquisto hanno sovvertito il risultato: a comprare un barattolo di confettura sono stati rispettivamente il 12% dei consumatori (negozio numero 1) e soltanto il 2% dei clienti totali (negozio numero 2).

Per dirlo con le parole di Barry Schwartz: “all’aumentare delle possibilità di scelta, aumenta la difficoltà di scegliere. […] Non c’è alcun dubbio che un po’ di scelta sia meglio che non averne affatto, ma da questo non deriva che molta scelta sia meglio di un po’.”

In altri termini, sebbene l’ampio range di proposte sia inizialmente più allettante, finisce per incrementare drasticamente la paralisi decisionale degli individui.

La paralisi decisionale

Le brillanti conclusioni dei ricercatori intendono ricondurre la nostra attenzione su un fattore di decision-making estremamente interessante: più elevato è il lavoro psichico richiesto per prendere una decisione, maggiori sono le chance di paralizzarsi dinanzi al problema e, dunque, di interrompere l’esperienza di acquisto.

Il motivo è da rintracciare in quello che Barry Schwartz definisce un “particolare tipo di ansia”. E in effetti, l’aumento delle opzioni implica che le probabilità di trovare l’opzione vincente si riducono drasticamente. Potremmo definirlo un «gioco a perdere».

In aggiunta, anche qualora il soggetto riesca a superare la paralisi decisionale di cui sopra, è lecito supporre che la decisione finale conduca a un grado di soddisfazione sensibilmente inferiore.

Anche in quest’ultimo caso, le ragioni sono da rintracciare nelle facoltà immaginative della psiche umana: gli individui rimuginano sul risultato che avrebbero ottenuto in condizioni diverse, riducendo il piacere percepito. In altri termini, continuiamo a chiederci se la scelta A, B, C, D ecc. ci avrebbe reso più felici e appagati di quella che abbiamo realmente compiuto.

Noi di Butterfly Decisions crediamo che il paradosso in questione sia il punto di partenza da cui concepire paradigmi decisionali che traccino, qualifichino e velocizzino il decision-making di ogni realtà professionale.

In mancanza di un pieno controllo delle risorse e delle opzioni, il rischio che si corre è quello di anteporre il costo della decisione alla decisione in sé.

Conclusioni

Avere un maggior numero di opzioni è, in generale, un fatto positivo. Tuttavia il paradosso della scelta ci pone di fronte al concetto di costo decisionale. Con Butterfly Decisions è possibile superare questo limite attraverso un metodo digitalizzato, che ti consente di valutare in maniere strutturata ma semplice e veloce anche un numero elevato di opzioni.

Durante le piccole decisioni quotidiane il paradosso della scelta e la paralisi decisionale possono avere un impatto anche minimo o non comportare alcuna conseguenza. Ma che succede se lo stesso scenario si verifica in una grande azienda, in un processo decisionale medico e se questa paralisi tende a bloccare e fermare una presa di decisione importante? 

Senza dubbio questo si trasforma in un grande limite che Butterfly Decisions si propone di superare, attraverso un sistema decisionale comprovato e disponibile per ogni ambito professionale, da quello finanziario a quello medico. Non esitare a chiedere chiarimenti e supporto. 

Enzo Troncone

Enzo Troncone

CEO di Butterfly Decisions

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